UE e Astrazeneca

Stella Kyriakides, commissaria alla salute della Commissione Europea, attraverso un tweet ha reso noto che l’Unione Europea ha avviato un’azione legale nei confronti della casa farmaceutica AstraZeneca a nome dei 27 Paesi membri, con l’accusa di non essere stata capace di presentare una strategia affidabile.


L’azienda anglo-svedese si è detta rammaricata per la decisione presa dai vertici dell’UE e ha affermato che si difenderà in tribunale. L’azienda rivendica di aver rispettato l’accordo. I motivi del contenzioso non sono stati ancora del tutto delineati. Molto probabilmente, l’UE chiederà il pagamento di penali o la restituzione dei soldi versati per le dosi previste, ma non consegnate. Ogni dose all’UE costa €1,12 e invece ai Paesi membri €1,78. L’approvazione del vaccino per gli under 65 e il blocco a causa dei rarissimi casi di trombosi hanno fatto aumentare lo scetticismo dei cittadini dei singoli Paesi membri, tanto da registrare un alto tasso di rifiuti delle dosi.


Le tensioni sono iniziate a gennaio, quando è stato comunicato che la casa farmaceutica avrebbe consegnato meno dosi del previsto per effetto dei ritardi di produzione negli stabilimenti dell’Olanda e del Belgio. I tagli non erano stati approvati dalla Commissione, con il sospetto che l’azienda stesse privilegiando alcuni Paesi come il Regno Unito e venendo meno agli impegni assunti con l’UE.

La Commissione ha scommesso sul vaccino AstraZeneca perché, rispetto agli altri, sembra il più pratico da gestire. Il contratto tra l’UE e l’azienda farmaceutica contiene diverse clausole di riservatezza, ma in questi giorni è emersa la possibilità di rendere pubblici alcuni contenuti a dimostrazione che la carenza di dosi siano da attribuire all’azienda e non all’UE.


Ad aggravare la situazione è la pandemia in India, perché il Serum Institute of India è uno dei maggiori produttori al mondo di vaccini e avrebbe dovuto produrre anche le iniezioni di AstraZeneca per poi distribuirle ai Paesi più poveri. Secondo alcune fonti, la principale debolezza è data dall’accordo pre-acquisto in cui l’azienda si impegna “a fornire le dosi secondo il maggior sforzo possibile”. Il commissario europeo al Mercato Interno, Breton, ha affermato che l’UE dopo giugno non rinnoverà il contratto con AstraZeneca, rassicurando i cittadini sulla permanenza degli effetti del precedente accordo fino alla consegna dell’ultima dose prevista.


Intanto, l’UE sta preparando un nuovo contratto con le aziende farmaceutiche dei vaccini a mRNA che prevede la consegna di quasi 2miliardi di dosi per il 2021-2023. Ogni dose di vaccino può salvare una vita, quindi non resta che sperare per aspera ad Astra.


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