Stop al PEPP, l'inflazione aumenta ancora

Inflazione: questo è stato il tema principale dell’appena conclusosi Consiglio direttivo della BCE.

Da Francoforte, Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale, ha spiegato in conferenza stampa quali sono state le analisi affrontate durante l’incontro. La visione della Banca sull’economia europea è tendenzialmente positiva: secondo Lagarde “nell’ultimo trimestre l’economia è cresciuta fortemente, e prevediamo che entro la fine dell’anno superi i livelli pre-pandemia”.


Il sensibile rallentamento dell’economia di cui l’eurozona è stata testimone negli ultimi mesi proviene da fattori esogeni ed endogeni. A pesare sono soprattutto la scarsità di manodopera e risorse (ancora riconducibile alla pandemia), l’Iva in Germania, la domanda della Cina e l’offerta della Russia. Ma il rincaro sul prezzo dell’energia è forse il fattore più influente, tanto da essere causa dell’ostinato rialzo del tasso d’inflazione.

La BCE ha sempre mantenuto, in materia di inflazione, una visione di transitorietà dell’evento molto alta. L’inflazione continuerà a salire, confermano i tecnici, e non scenderà prima del 2022 inoltrato. Intanto, il carovita nell’eurozona si è alzato del 3,4%.

Lagarde ha anche colto l’occasione per criticare i mercati, i quali si sarebbero spinti troppo oltre nelle aspettative di rialzo dei tassi d’interesse.


Nonostante tali campanelli d’allarme, la Presidente ha asserito che non si prevede un rinnovo del PEPP (Programma di acquisto di Asset pre-pandemico) oltre il termine ultimo di Marzo 2022.

Il PEPP consiste nell’acquisto di titoli pubblici e privati, ed è uno strumento nato nel Marzo 2020 per sostenere l’economia dell’Eurozona vessata dal Covid-19. È considerato uno strumento non convenzionale, che si affianca al Quantitative Easing (nato durante la crisi del 2008).


A dicembre saranno snocciolati i dettagli su come verrà prosciugato questo piano acquisti, che si dovrà azzerare in quattro mesi. La decisione è salda: se la crescita, come si è visto, c’è, estendere i fondi non è necessario.

“Non è in corso un tapering, ma una ricalibratura del piano” ha affermato la Presidente. Non ha escluso, però, che in futuro non si possa riattivare un piano di acquisto debito tanto flessibile quanto il PEPP.

L’attenzione della Banca non è più focalizzata sul programma, bensì su un ribasso dell’inflazione fino al 2% (nel medio termine) e sulla stabilità del livello dei prezzi.

La relazione del Consiglio Direttivo non ha convinto i mercati. Secondo Société Générale, la sfiducia dei mercati nei confronti della politica monetaria della BCE è ancora elevata, motivo per cui, dopo la conferenza stampa, i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona hanno visto una netta accelerazione. Una strategia attuata per testare la credibilità delle previsioni della Banca Centrale.


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