Il no dell'Ue al rafforzamento delle barriere

In una lettera firmata da 12 Stati membri (Austria, Cipro, Danimarca, Grecia, Lituania, Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia e Repubblica Slovacca) si chiede all’Unione Europea di finanziare la costruzione di barriere fisiche ai confini, reputando che questa sia “un'efficace misura di protezione nell'interesse dell'intera Ue”.


Al termine del Consiglio Ue tenutosi l’8 ottobre, Ylva Johansson, commissaria Ue agli Affari Interni, ha dato la sua risposta: “bisogna rafforzare la protezione dei nostri confini esterni, alcuni Stati membri hanno costruito recinzioni e strutture di protezione, ne hanno il diritto e lo posso capire. Ora però, se occorre utilizzare i fondi Ue per fare questo, devo dire no”. La commissaria, pur accettando l’idea della fortezza Europea, ha rigettato chiaramente la previsione di stanziamenti comunitari.


Negli ultimi anni i Paesi europei hanno adottato una serie di misure per limitare la circolazione di migranti e la scelta di costruire barriere fisiche rappresenta solo la fine dell’iter. Di fatti, per gestire i flussi migratori è necessario avere sia un quadro normativo chiaro che disciplini un flusso costante e controllato di persone, sia rinforzare le frontiere per ostacolare eventuali ingressi irregolari. Se l’aspetto normativo è completamente rimesso ai singoli Stati, l’aspetto legato alla gestione delle frontiere vede da ormai diversi anni una collaborazione solida tra istituzioni e governi che nel 2016 ha portato all’istituzione di Frontex, agenzia a cui sono affidati il controllo e la gestione delle frontiere esterne dello Spazio Schengen e dell’Unione Europea.


Frontex è stata più volte oggetto di polemiche, ciononostante, i deputati europei hanno stabilito che entro il 2027 verrà istituito un nuovo corpo permanente di 10.00 unità, a fronte delle 5000 presenti nel 2021, con l’obiettivo di sostenere i Paesi Ue nel controllo delle frontiere e nei rimpatri, oltre che nella lotta alla criminalità transfrontaliera. Inoltre, nel bilancio 2021-2027 sarà previsto un budget di circa 5,6 miliardi di euro: somma che supera di gran lunga quelle destinate alla maggior parte delle agenzie europee.


L’auspicio della Commissione Europea è che il rafforzamento di Frontex venga affiancato dalla creazione di canali legali per l’ingresso di migranti e di richiedenti asilo, elemento che ad oggi - soprattutto per ragioni legate a dinamiche consensuali – risulta estremamente carente.


#generazioneue #ue #eu #europeancommission #europeanunion #frontex #afghanistan #migrants #migranti #immigrazione #muri #walls #schengen #unioneeuropea #johansson

9 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti