Mattarella ha giurato davanti al Parlamento

Sergio Mattarella ha giurato per la seconda volta da Presidente della Repubblica.

Ha accettato di rimanere al Quirinale perché “non possiamo sottrarci ai doveri cui siamo chiamati”.

I doveri dello Stato, della responsabilità e l’amore per le istituzioni.


Il Parlamento aveva un compito: eleggere un Capo dello Stato all’altezza di ciò che è stato Mattarella in questi 7 anni.

I leader di partito avevano un ulteriore compito: sedersi ad un tavolo e sceglierlo tutti insieme. Perché il Presidente della Repubblica è l’arbitro della democrazia e quindi l’arbitro di tutti, ed è auspicabile che i giocatori lo scelgano insieme.

E alla fine tra telefonate, tweets, nomi bruciati senza mostrare la minima preoccupazione di quali importanti cariche già ricoprissero, dopo 6 giorni l’unica strada rimasta portava a Sergio Mattarella. E all’ottavo scrutinio proprio lui, che aveva detto in ogni salsa di non volere un secondo incarico, ha incassato il record di voti dopo Pertini.


E a conti fatti menomale. Perché se la classe politica tutta non dimostra maturità, questo Paese ha bisogno di una figura come Mattarella.

Anche se, come molti hanno detto, la rielezione potrebbe rappresentare una sconfitta per la politica, non lo è di certo per l’Italia. Oltre a godere della fiducia di circa il 75% dei cittadini (sondaggio Bidimedia) il “nuovo” Presidente della Repubblica è fonte di stabilità in un momento di crisi (economica, sociale e politica) come questo. Stabilità anche finanziaria: il giorno dopo l’elezione di Mattarella, lo spread è sceso da 150 a 133 punti base.

E il tandem Mattarella-Draghi rappresenta per i mercati una certa continuità: non che il merito sia tutto loro, ma - spiegano gli analisti - la fiducia in chi guida un Paese è un elemento chiave per gli investitori.


E poi sono arrivate le congratulazioni da mezza Europa e anche da altre parti del mondo.

Da Emmanuel Macron, Ursula von der Leyen, Christine Lagarde, Roberta Metsola, fino a Joe Biden e al Papa, tutti ricordano nei loro messaggi un incontro o una vicenda con il diretto interessato, e hanno dipinto la rielezione di Mattarella come un “buon segnale” per l’Italia e l’Atlantismo.


Se uno dei compiti del Presidente della Repubblica è rappresentare l’Italia, noi lo ringraziamo perché lo ha fatto (e continuerà a farlo) nel migliore dei modi.


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