Insieme. Resilienti. Europa. La presidenza slovena al consiglio europeo

Per la seconda volta dopo il 2008 e 30 anni dopo l’indipendenza dall’ex Jugoslavia, dal 1° luglio la Slovenia ha assunto la Presidenza del Consiglio Europeo.

Il premier Jansa a Strasburgo ha presentato il suo programma e tra gli obiettivi rilevanti ci sono: attuazione del Piano di ripresa, lotta al Covid-19 e allargamento dell’Unione Europea ai Balcani Occidentali.

L’atmosfera non è di certo serena: la presidenza Slovena ha suscitato polemiche e preoccupazioni da parte degli eurodeputati soprattutto per il legame che intercorre tra la Slovenia e l’Ungheria di Viktor Orbán. In questi ultimi mesi l’opposizione ha contestato il primo ministro Jansa per i suoi attacchi alla magistratura, alla stampa e per la sua politica anti-immigrazione. Il primo giorno di 6 mesi di mandato non è cominciato con il piede giusto: al termine dell’incontro con i membri della Commissione, Jansa ha mostrato una foto di due magistrati sloveni insieme a europarlamentari socialisti lamentandosi dell’eccessiva presenza di giudici di sinistra nella magistratura slovena.


Le sue affermazioni hanno infastidito il vice-presidente della Commissione Europea Frans Timmermans che ha rinunciato alla foto di rito definendo inaccettabile e diffamatorio l’attacco alla magistratura. Un altro nodo da sciogliere nelle relazioni tra Bruxelles e Lubiana riguarda la nomina dei procuratori delegati sloveni nella Procura europea, un nuovo organo nato da poche settimane con lo scopo di indagare su frodi e casi di corruzione che riguardano i fondi europei.


Il motto scelto dalla presidenza Slovena “Insieme. Resilienti. Europa” rappresenta un programma impegnativo che può rivelarsi un’opportunità per un Governo che all’interno sta attraversando una stagione preoccupante.


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