Green pass europeo, obiettivo? Salvare la stagione estiva e turistica

Finalmente l’Europa ha trovato un accordo: a partire dal primo luglio riapre le proprie frontiere a tutti i turisti stranieri provenienti da paesi che siano definiti sicuri.

Come vengono definiti sicuri i paesi? Vengono considerati sicuri quando la soglia di contagi giornalieri non superi i 75 al giorno per 100 mila abitanti, in un arco temporale di 14 giorni. Gli ambasciatori dei 27 Stati membri dell'UE hanno appoggiato la proposta di rinunciare alle due settimane di quarantena per tutti coloro che hanno regolare vaccino.

Per Ursula Von Der Layen i cittadini europei dovrebbero “godersi un’estate sicura e rilassante” ed è per questo che la commissione si è adoprata basandosi su due elementi principali: riaperture con misure meno restrittive, ma pur sempre sotto un vigile controllo.

La Commissione, nonostante il progressivo abbassamento dei contagi, sa che “la pandemia non è finita” e che un mancato controllo e un via libera troppo “libero” porterebbe certamente ad un peggioramento della situazione. Questa riapertura da e verso l'Ue DEVE andare a pari passo con l'adozione del green pass europeo.


Come funzionerà il green pass europeo

Il green pass viene rilasciato alle persone completamente vaccinate, quindi con due dosi di AstraZeneca o Pfizer e Moderna oppure con una sola dose di Johnson&Johnson. Suddetto pass prevede l’adozione di un sistema comune che permette ai cittadini europei di muoversi mostrando un semplice QR Code. Con questo certificato si è esenti, una volta in viaggio, da probabili test e soprattutto dalle quarantene di 14 giorni. Invece, per le persone che sono guarite dal Covid, anche una sola dose di vaccino può essere sufficiente per ottenere il certificato.

Come l’Italia, anche la Commissione ha deciso di adottare la divisione in fasce di colore differenti:

1. Se si proviene da un’area verde non vi sono restrizioni;

2. Se si proviene da un’area arancione, gli Stati membri richiederanno un test prima della partenza;

3. Dalle zone rosse invece, sarà necessaria una quarantena o un test molecolare pre-partenza.

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È la giusta soluzione?

In molti, all’interno della Commissione, si sono chiesti se questa del pass fosse effettivamente una buona soluzione per riabilitare la stagione estiva e turistica; eppure, vi sono molti dubbi a riguardo. Gli eurodeputati hanno richiesto di fornire ai viaggiatori il libero accesso ai vari test COVID in maniera gratuita, in quanto la prospettiva di affrontare più volte spese ingenti per test vari potrebbe effettivamente dissuadere possibili viaggiatori o viaggiatrici. Grazie a queste pressioni, sono stati stanziati 100 milioni di euro per gli acquisti di tamponi per le persone che viaggiano in Europa. Una decisione estremamente importante che rispecchia i principi di eguaglianza e non discriminazione dell’Unione Europea.


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