Estate 2020: le linee europee per il turismo

Con l’avanzare delle giornate di sole e il caldo estivo che inizia a farsi sentire, è impossibile non pensare, nonostante il Coronavirus, alle vacanze da trascorrere in una città straniera oppure sulla spiaggia ad abbronzarsi. Adesso che il lockdown si è concluso in Italia e in molti altri Paesi dell’Unione Europea, ci si domanda quali saranno le regole da rispettare per la stagione estiva e quali luoghi potranno tornare ad essere visitati.

Per permettere ai cittadini europei di trascorrere delle vacanze piacevoli rispettando la fase di convivenza con il virus, la Commissione Europea ha proposto un sistema coordinato per consentire un graduale ripristino della mobilità e dei contatti, sostenendo così la ripresa del turismo e aiutando sia le imprese che i viaggiatori. Dobbiamo ricordare, infatti, che l’Europa, oltre ad essere uno dei continenti maggiormente colpiti dal Coronavirus, è anche la prima destinazione turistica nel mondo. Il settore turistico europeo è un ecosistema di imprese che rappresenta il 10% del PIL dell’UE e che fornisce 23 milioni di posti di lavoro, di cui il 37% è occupato da persone con meno di 35 anni. Sono 13 invece i Paesi Europei (tra cui l’Italia, la Spagna ma anche la Germania) il cui PIL dipende in percentuali elevate proprio da questo settore.

La pandemia sta provocando dei danni senza precedenti nell’industria turistica: nell’Unione Europea si prevede una perdita di circa 6 milioni di posti di lavoro e una riduzione tra il 60% e il 90% delle prenotazioni abituali. Per rilanciare questo settore, l'UE ha presentato una serie di documenti orientativi per garantire una ripresa coordinata delle strutture turistiche. In particolare, a favore dei viaggiatori, è stato proposto di:

• Riaprire in condizioni di sicurezza le frontiere UE e ripristinare la libera circolazione senza restrizioni e i servizi di trasporto di tutti i tipi;

• Rilanciare in sicurezza i servizi turistici;

• Utilizzare le tecnologie digitali per fornire ai cittadini informazioni sufficienti per poter programmare i viaggi.

Per aiutare invece le imprese, è stato proposto di fornire maggiore liquidità al settore turistico, in particolare alle PMI (Piccole e medie imprese):

• rendendo i buoni un'alternativa al rimborso in contanti;

• salvando posti di lavoro mediante un sostegno finanziario fino a 100 miliardi grazie al programma SURE;

• fornendo sostegno finanziario attraverso l'iniziativa di investimento in risposta al Coronavirus.

I Ministri degli Esteri degli Stati Membri stanno ancora cercando una linea comune sul turismo che possa armonizzare le regole sui viaggi. Attualmente, il confronto tra i Paesi riguarda i cosiddetti “corridoi turistici”, istituiti tramite accordi bilaterali e che il Ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha definito “contrari allo spirito europeo", le app di tracciamento e i passaporti sanitari.


Inoltre, dopo l’annuncio del piano franco-tedesco Recovery Fund per affrontare la crisi post Coronavirus, il Ministro del Turismo italiano Dario Franceschini ha dichiarato che:

“Il turismo è il settore colpito più duramente dalla crisi. Il sostegno alle imprese turistiche e agli operatori del settore sarà la priorità nell’utilizzo delle risorse per l’Italia del Recovery Fund”
0 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti