"Anche in tempi di crisi la dignità del lavoro è intoccabile"

L’Europarlamento approva con una maggioranza schiacciante - di 574 “sì”- la risoluzione per rendere tirocini, stage e apprendistati obbligatoriamente retribuiti sul territorio comunitario.


Era l’8 ottobre e non rappresentava una novità dal punto di vista socio-economico per l’UE dei nostri giorni. Specialmente la Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen non è nuova a queste iniziative per tutelare i giovani lavoratori. Anche durante il discorso sullo stato dell’Unione di due mesi fa la Presidente aveva sottolineato come “la verità è che per troppe persone il lavoro non paga più. Il dumping dei salari distrugge la dignità del lavoro, penalizza l'imprenditore che paga salari dignitosi e distorce la concorrenza leale nel mercato unico”. Ciononostante, le risoluzioni comunitarie non sono vincolanti per gli Stati Membri. Resta un messaggio politico forte da parte delle istituzioni UE, ma ogni Paese è libero di seguire o meno quanto previsto dalle stesse.


Attualmente in Europa 1 giovane su 6 ha perso il proprio lavoro o ha visto il proprio reddito diminuire come conseguenza diretta del Covid-19. Guardando nello specifico alla nostra penisola, gli ultimi dati disponibili parlano di disoccupazione giovanile in continua crescita (al momento circa al 32,1%) e che tocca fortemente le giovani donne: solamente il 25% delle under 25 ha un’occupazione. Dato sensibilmente inferiore rispetto alla media europea.


Il 28 ottobre, per invertire questo trend economico-sociale negativo, la Commissione Europea ha adottato la “proposta di Direttiva per un salario minimo adeguato nell’UE”. La proposta è un segnale forte e innovativo che concentra i propri contenuti verso la sostenibilità e l’inclusività in vista della ripresa economica post-Coronavirus.


L’innovazione sta nel termine “adeguato”: questo significa non solo che varierà di Stato Membro in Stato Membro e che garantirà una vita adeguatamente dignitosa ai cittadini europei, ma anche che sarà garantito l’aggiornamento nel tempo del livello minimo e che vengano costituiti dei meccanismi solidi per il rispetto di tutti i tipi di contratti di lavoro.

La proposta è stata accompagnata da una valutazione d’impatto. In questa si calcola che, tramite l’implementazione di tale iniziativa, verranno ridotte le differenze di retribuzione di oltre il 10% e la differenza retributiva di genere di almeno il 5%.


Circa il 10% dei lavoratori nell'UE vive in condizioni di povertà. Un cambiamento è necessario per tutti. Chi ha un lavoro non deve faticare ad arrivare a fine mese.

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